Il senno di noi
USCITA: 20 febbraio 2020
PAGINE: 286
FORMATI: brossura – eBook
ISBN: 978-88-69842-12-2
Marchio: WHITE BOOKS
Prezzo: € 19,90
GLI ALTRI LIBRI
AUTORI: Maria Castaldo – Giovanni Fabiano
GENERE: Narrativa no-fiction
PERSONAGGI PRINCIPALI
Silvietta Albieri Protagonista
Linda Co-protagonista
ALTRI PERSONAGGI
Claudia Mamma di Linda
Mamma di Silvietta
SINOSSI
Due vite, due ferite, un’amicizia che diventa forza.
Silvietta e Linda si incontrano dopo aver affrontato violenze che hanno segnato il corpo e l’anima, lasciando dietro di sé gravidanze imposte dalla brutalità. La loro storia attraversa perdita, solitudine e riscatto, fino a trasformarsi in un inno alla vita e alla determinazione femminile.
Silvietta, rimasta sola giovanissima, trova nel volontariato la sua ancora, fino al giorno in cui viene aggredita davanti al centro in cui presta servizio. Linda, fedele ai propri ideali, affronta il vuoto lasciato dalla morte del padre e una notte di abuso che le ruba l’innocenza.
Insieme scelgono di non lasciarsi definire dal dolore, ma di trasformarlo in alleanza e in coraggio. Il senno di noi parla della forza femminile e di amicizia. È un tributo alla capacità delle donne di rialzarsi e restare, a testa alta, padrone della propria vita.
ESTRATTI
Io mi chiamo Silvietta, non Silvia, perché Silvia non crederebbe a tutto questo, non saprebbe vestire i miei panni, non sorriderebbe in mezzo a gente che preferi sce disperarsi. Non avrebbe l’incoscienza di continuare ad avere fiducia in quello che potrà darle la vita, visto che, fino a ieri, ha avuto tante ragioni per piangere.
Così, come sempre nella mia vita, anche quella volta ero pronta a fare tutto da sola e negli anni imparai a districarmi in ambienti destinati agli adulti. Sapevo quali mezzi prendere, con la mia cartella in spalla, uscendo da scuola per arrivare rapidamente all’ospedale, dove non sempre trovavo un accompagnatore per salire sull’ascensore che esibiva un cartello bene in vista con la scritta: “È vietato l’uso degli ascensori e dei montacarichi ai minori di anni dodici, non accompagnati da un adulto”. Per qualche mese mi ero domandata cosa avrei potuto fare se qualcuno mi avesse rimproverata sorprendendomi a schiacciare il bottone, finché un pomeriggio un’infermiera, un po’ matura, mi disse: «Ehi, signorina, lo sai che tu da sola in ascensore non ci puoi andare?».
Scoprii che la risposta era già dentro di me, tanto che nacque spontanea: «Mi accompagni lei se non posso salirci da sola, devo andare a trovare la mia mamma e nessuno può portarmi».
Si tolse dagli occhi il suo fare severo e se ne andò senza aggiun gere altro.
Aprire il rubinetto nella speranza che scenda un’acqua così limpida e pura da contenere la forza di pulire tutto lo sporco dell’animo umano, anche quello che si è incrostato non solo sulla superficie, ma sotto il livello pelvico e, da dentro, continua a lavorare screpolando la pelle, così da creare fessure in cui il dolore e la paura possono filtrare, come fa l’olio, e ungere ogni tessuto.
L’acqua mi scorreva addosso, il getto della doccia non era uniforme, perché molti buchi erano otturati dal calcare. Fuori dalla porta del bagno il mondo continuava a muoversi, incurante del mio pianto soffocato per ore e che, finalmente, sotto quella pioggia artificiale, poteva essere sfogato, facendo confondere le lacrime con l’acqua e lo shampoo.
